Ovvero qualche parola di premessa. Certo, "dire prima" è una sorta di mettere le mani avanti, ed espone a dei rischi. Ma non è giustificarmi quello che voglio. Questo non è un disclaimer, ma piuttosto un riassunto delle puntate precedenti.
Come ci sono arrivata, qui nel Connecticut? Cosa ci sono venuta a fare? Delle nove ore di volo parlerò poi... ma il mio viaggio comincia molto più lontano. Il progetto risale ad alcuni mesi fa. La prima idea a questo autunno, quando, cominciando a lavorare alla mia tesi, ho avuto la folle idea di vedere dove fossero gli H.D. Papers. Quindi ciò che mi porta qua è per prima cosa una volontà di incontro con la poetessa che ho la fortuna di studiare in questi mesi. A lei sono dedicati tutti i link allegati. Come spesso succede, le storie si intrecciano anche attraverso i secoli, e cercare di capire a fondo una personalità complessa come la sua mi sta accompagnando anche lungo un itinerario di me stessa.
Ho passato un anno, forse un anno e mezzo, complicato, dal quale mi pareva di non poter venire fuori. Anche nei momenti più duri avevo la forza di aspettare il momento di poterne parlare, magari scrivere come sto facendo: con distacco e la serenità di chi ha imparato qualcosa. Non credo avrò mai modo di dimostrare tutta la mia gratitudine a chi mi ha sopportata e aiutata così a lungo. Non ho la pretesa di pensare che non ci siano situazioni ben peggiori di ciò in cui mi sono imbattuta, anzi. Credo solo che siano fasi della vita, e come tali bisogna affrontarle. Quest'autunno (certo, si tratta degli effetti graduali di un processo lungo, ancora in fieri) ha portato una grande determinazione e un enorme entusiasmo nell'affrontare tutto ciò che mi capitava e che, liberamente, stavo scegliendo: dagli scout alla tesi, al modo stesso di alzarmi la mattina. I mesi successivi sono stati ancora più intensi e pieni di scoperte e rivelazioni, decisioni e progetti. Con ottimismo mi dico che non è ancora finita.
Pensavo che arrivare qua e avere un mese per me stessa e la mia tesi mi avrebbe consentito di crearmi uno spazio personale, privato, di crescita e autonomia. In un certo senso è così. Ma il mio stato d'animo dominante è quello dell'apertura, della scoperta, del far uscire da me e accogliere in me tutto ciò che il mondo offre.
Ho molti compagni di strada, anche se sono partita sola.
E' per tutti voi che mi affaccio al web con questo blog.
A tutti noi, buona strada!
lunedì 31 maggio 2010
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