Comincio dalle cose semplici, visto che raccontare la seconda gita a New York sarà un'impresa colossale, per me che dovrò scriverla e per voi che vorrete leggerla! Partiamo dalle cose semplici: come il mio lavoro in biblioteca, che in quest'ultima settimana è stato francamente un po' frustrante... Fortunatamente verso gli ultimi giorni della settimana è parso muoversi qualcosa e mi sono arrivati un po' di incoraggiamenti. Questo mi fa ben sperare sull'energia che potrò investire nell'ultima settimana di lavoro. Tra le curiosità: ho studiato finalmente anche alla Sterling, è proprio bella, anche se non luminosissima, e ho visto per la prima volta un microfilm. E' stata una bella esperienza, non che a Padova non ce ne siano, semplicemente non mi era mai capitato.
E poi il compleanno! Non è stata una giornata specialissima, diversa da tutte, le altre, ho solo cercato di fare col massimo della scioltezza tutte le cose che sto facendo qua ogni giorno e che mi rendono contenta: la biblioteca, il mangiare cose particolari, il godermi questo posto pieno di fascino. Le cose "diverse", però sono state proprio speciali: ho deciso di cominciare la giornata con la preghiera del mattino della chiesa qua vicino (episcopali?). Giusto mezz'ora, eravamo quattro in tutto, ma è stato bello fermarsi a ringraziare in un giorno speciale. Poi un bella colazione (fin troppo) lauta a base di bagel, decaffeinato e oatmeal, cioè una specie di pudding a base di avena. Un pappone che non sono riuscita a finirmi, ovviamente. Ma nel complesso una bella colazione soddisfacente. E la sera, il programma era mangiare qualcosa con Maria, Aaron e Nicole. Onestamente per me è davvero faticoso interagire in contesti informali con gli americani: parlano abbastanza veloce, inserendo molte parole che non conosco (spesso di slang), la pronuncia è... americana, non c'è altro da dire. In linea di massima, riesco a seguire il filo della conversazione, per sommi capi, finché non si rivolgono a me direttamente. Allora entro nel panico, spalanco la bocca, dico "Sorry???" e mi sento una cretina. Ecco, questa la premessa. Fatta la premessa, venerdì è stato magnifico. Sono dei ragazzi in gamba, un po' più grandi di me, con prospettive appena più concrete su certe cose, con delle carenze incredibili su altre. Vi dico solo che, in confronto a loro, io sembro un'animale sociale di prima categoria! E non è che per questo siano orsi o nevrotici, anzi! In ogni caso, la serata è andata via serena, tra buon cibo (quello vegano di Claire's Cornercopia), chiacchiere, sulle relazioni soprattutto... e un po' di vino, della frutta... Una magnifica torta (anche quella vegan) che Nicole ha fatto per me. Mi godo davvero la gioia di questi piccoli momenti, di una gratuità così speciale e stupefacente da essere quasi incredibile.
P.s. Sulla torta
La foto non le rende giustizia, spero che Maria ne abbia qualcuna di meglio. In ogni caso, colgo l'occasione per sottolineare la passione degli americani per il topping, la glassatura, la decorazione appariscente (se è spumosa è meglio): oggi a New York ho visto cupcakes di tutti i tipi! E ovviamente lo zucchero: la "glassa" che vedete era una specie di crema di latte di soia, zucchero e vaniglia. Lo strato sottostante: cacao! Come potete immaginare uno strappo possibile solo il compleanno delle trenta ore! E ne è valsa la pena!
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La torta di compleanno!!! Mi hai fatto tornare in mente quanto è importante per la loro cultura... e anche la tua riflessione su toppings e cupcakes è del tutto azzeccata. Beh, è sempre un'esperienza festeggiare un compleanno all'estero...
RispondiEliminaMi raccomando vivi al massimo l'ultima settimana in America!
Ciaociao
Mi associo a chi mi precede: goditi al massimo quest'ultima settimana e non tornare con troppo mal d'America!
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