sabato 12 giugno 2010

Americans

Finalmente ho l'occasione di conoscerli un po' da vicino questi Americani! Non è semplicissimo stabilire come sono, o anche "cosa" sono, visto che ogni nuovo americano che conosco ha del sangue misto, un meticciato etnico e culturale di cui talvolta si va orgogliosi talvolta no, ma che è la norma e non l'eccezione. E non si sentono meno americani per questo, giustamente. Ieri sono stata fuori dopo cena con Maria e altre due persone. Un ragazzo canadese (e qui, luoghi comuni anche sui canadesi), e una ragazza la cui famiglia è di origine danese o svedese, non ho ben capito. A parte il fatto che il locale che hanno scelto era un po' troppo alla moda per i miei gusti, e le ovvie difficoltà con la lingua per un tempo così prolungato (diciamo che me la sono cavata abbastanza bene, considerando il livello di confusione che c'era, almeno fino alle undici), è stata una serata davvero carina! Sono tornata a mezzanotte e mezza, accompagnata in macchina, perfino, decisamente stanca morta ma ben soddisfatta dell'accaduto. Speriamo che l'esperimento possa ripetersi a breve!
Ieri è stata anche la giornata in cui ho perso un pomeriggio da Rite Aid, un grosso negozio che si dichiara "pharmacy", ma in cui si può trovare un po' di tutto: dalle cose strettamente di farmacia (sto parlando di corsie intere di integratori, pillole, sonniferi e vitamine varie, a volte in barattoli grandi come la confezione jumbo della nutella) a un po' di profumeria, a cartoline di auguri (anche qui corsie intere), a scatolame (e qui intendo ogni genere di cibo "istantaneo", surgelati e dolciumi vari) e cose per la casa di ogni tipo. Decisamente da perderci. E da come parlava Maria, e da quello che ho sentito da altri, questo non è niente in confronto a quello che potrei trovare in un centro commerciale vero e proprio. Unica cosa che mi rimane misteriosa è come mai i cereali per la colazione costano così tanto (che siano troppo sani?).
Dal punto di vista della tesi, le cose proseguono, anche se con un po' di discontinuità: ho cominciato ad alternare momenti di totale coinvolgimento e concentrazione ad altri in cui non ne voglio sapere di cominciare a far nulla. Credo che sia dovuto, in parte, alla quantità di cose che sono venute fuori: è normale non sapere da dove cominciare, e non posso neanche riempire di domande i miei relatori in un momento di caos quale l'inizio della sessione con il nuovo sistema informatico. Per me è assolutamente elementare che il libretto cartaceo sia il migliore amico dello studente, è in ogni caso una garanzia, ma evidentemente l'unipd è troppo tecnologica per queste cose giurassiche ... continuo a vedere messaggi di stato su Facebook di gente che implora aiuto o vendetta, e ringrazio di aver finito gli esami in tempo per evitare questo manicomio.
Sempre in tema di tecnologia, mi sono resa conto che metà del lavoro che sto facendo, a parte quello stretto della tesi, è ricerca d'archivio, l'altra metà è smanettare con programmi e database! Ci serve un modo per esportare una certa quantità di dati bibliografici in maniera facile, condivisibile e modificabile in maniera sistematica. Se qualcuno ha qualche idea (stiamo valutando LibraryThing, ma, da quello che ho visto, probabilmente non è la soluzione) mi faccia sapere! Ieri, quindi, sono andata avanti con i miei schedari, e qualcosa di buono è venuto fuori. Mi sono fatta portare tre edizioni di Euripide, una più buffa dell'altra: c'erano dei volumetti microscopici, per essere riempiti di solo greco, e ovviamente fragili come foglie secche. Ma li vedrò meglio la settimana prossima, approfittando anche della disponibilità di alcune studiose che mi hanno inviato il loro lavoro preliminare su questa roba.
Questi giorni ho la testa anche un po' sugli scout, visto che c'è l'uscita di gruppo di fine anno oggi e domani. E c'è ancora un gran lavoro da fare, per il campo, in questa situazione assurda di rotazione fra capi. Vedremo di far funzionare anche questo, la cosa più difficile è pensarci senza limitarmi a "preoccuparmi" cosa che non giova né al Reparto, né al mio lavoro qua (né a me).
Il programma di oggi prevede: provare a reperire della frutta e verdura fresca ad un mercato di prodotti locali, all'una e mezza un seminario su Dante (hanno in programma quattro canti o qualcosa del genere, si trovano ogni due giorni, sono veramente pazzi da legare!) e poi una visita guidata alla British Art Gallery. Se trovo qualche "worship" di sabato, mi infilo in qualche chiesa a caccia di riti alternativi. La sera cercherò di studiare un po' e prepararmi, psicologicamente e non a... New York! Il programma dovrebbe essere, approssimativamente: MET, Little Italy, Broadway... sono ovviamente contentissima!

3 commenti:

  1. aiuto! Anna io non so come fai a stare dietro a tutto questo ed avere sempre un pensiero per tutti beata gioventù, credo di essere riuscita a seguire non più del 50% di ciò che hai raccontato oggi, dovrò leggere tutto dall'inizio,figuriamoci farlo poi,sei un vulcano!sono contenta che il lavoro proceda così bene e che trovi anche il tempo per tutte le altre scoperte, spero ti diverta molto anche oggi, mi raccomando aspettiamo cronaca e foto,baci baci

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  2. Ciao! Vedo che lì ti tieni super impegnata... Non so nel tuo campo, ma uno dei formati standard per la bibliografia nel mio è BibTex (per gestire archivi per la bibliografia in LaTex), ma non so se fa al caso tuo...
    Ciao!

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  3. In attesa del tuo resoconto sulla gita a New York, mi sono goduto questo post. Devi proprio visitarlo un mall commerciale: c'è da perdersi e ci sono spettacolari food courts!

    Certo, quando torni il reparto avrà molto bisogno di te, ma ora che sei lì concentrati solo sulla ricerca e goditi tutto al 100%!

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