domenica 6 giugno 2010

Venerdì (e sabato)

Stamattina non sono riuscita a scrivere come mio solito... né ieri sera, che ero davvero cotta, a dire la verità già alle due del pomeriggio. Ho fatto degli sforzi consistenti per non andare a dormire alle otto. E in generale la giornata è stata strana. A quanto pare mi dovrò abituare a questo alternarsi di euforia e scoperta e momenti di maggiore solitudine, diffidenza e grigiore. Ieri è stata una di quelle giornate. Mi sono sentita orfana della biblioteca troppo presto e, in ogni caso, non avrei avuto le forze per andare avanti! Per cui, la giornata è andata avanti un po' così tra alterne gioie (l'aver sentito praticamente tutti a casa!) e alterno sconforto (la solitudine di uscire sfatta - oltre che soddisfatta, e di non avere un accidente da fare...
In ogni caso: la ricerca procede, bene, ho finito di vedere la rivista di cui scrivevo, e ho visto TUTTE le copie di Hilda di Hippolytus Temporizes. Sono piene di annotazioni, è stato abbastanza interessante, anche se non ho scoperto assolutamente nulla di nuovo: la versione che ho letto io (e che ho ordinato da Barnes and Noble) tiene conto di questi appunti, da molti anni a questa parte.


Ma se stamattina non sono riuscita a scrivere, non è stato per eccesso di solitudine o tristezza, anzi, per l'esatto opposto: mi sono svegliata con un programma semplice ma chiaro. Avevo intenzione di partecipare ad una delle visite guidate del cimitero (alle 11) e ad una di quelle della University Art Gallery. Giornata leggermente coperta, stamattina. Faccio un po' di cose solite (incluso, visto che è sabato, perdere un po' di tempo con Restaurant City), poi incrocio Kate e cominciamo a chiacchierare... abbiamo spostato alcuni vasi, mi ha spiegato da dove arrivano la maggiorparte delle "stranezze" della casa, e mi ha anche fatto vedere qualche foto di dove si trovavano in passato. Una buona parte le ha messe insieme lei stessa, viaggiando qua e là (in Africa, per esempio), ma molte altre sono di famiglia: un quadro credo del 1700, unico superstite di una collezione venduta per intero anni e anni fa, diversi pezzi di arredamento, che ho visto nel loro contesto originale, estremamente caricato e formale (i due alari che si vedono in una delle foto), alcuni cestini dei nativi della California, qualche totem... Kate era molto contenta di raccontare, e io di stare a sentirla, scoprire e fare un po' di conversazione.
Ho visto il cimitero, ma purtroppo da sola. Per qualche ragione oggi i tour non sono partiti. Poi ho continuato ad esplorare il campus, sono arrivata fino alla parte scientifica: per certi versi è anche più bella della parte antica, quella dei college, visto che sembra un parco, tutti gli istituti sono completamente immersi nel verde.
Ho visto la parte ad est del campus, con i suoi negozi (e c'è un megastore cinese incredibile! ho già deciso che mi compro un cestino di bambù per la cottura a vapore!), sono incappata in una manifestazione artistica, con alcuni musicisti e un sacco di bambini qua e là.
La chiesa al centro del Green (il parco centrale di New Haven), con la sua cripta (per chi conosce Cristo Re: è uguale al sotto chiesa, solo con il soffitto più basso e delle tombe ovunque: niente a che fare con il nostro concetto di "cripta"). Prima di uscire ci viene mostrata una targa con i nomi dei pastori di questa chiesa. Mi stupisco, ingenuamente, di trovare due nomi femminili, alla fine, quindi attualmente il pastore di quella chiesa è una donna.
Il museo dell'Università: è stato un tour interessantissimo, ma di certo ci dovrò tornare Per quanto ridotta (stanno restaurando), la collezione ha molte cose interessanti, anche se niente di incredibilmente famoso. E' stato istruttivo vedere come la cultura artistica, occidentale e non, viene presentata da un americano. Non era uno specialista, a quanto ho capito, ma devo dire che se l'è cavata abbastanza bene. Soltanto, ho avuto da sorridere su alcune ingenuità: l'arte preumanista d'ispirazione bizantina è diventata un, semplicemente, "si sono dimenticati la prospettiva", e di fronte al capitolo Umanesimo-Rinascimento ci soffermiamo a lungo su un Pollaiolo ("Polliòlo) che, ok, è l'unico in America, ma è francamente bruttino, trascurando completamente un Donatello (anche se probabilmente di bottega o giovanile). Stessa scena di fronte a due Rubens e ad un meraviglioso Millet. Del resto, ci era stato detto che il tour sarebbe stato selettivo, e non abbiamo di certo evitato una panoramica sull'arte antica, quella africana, quella orientale, infine un Van Gogh e un Cezanne. Da rivedere, senza dubbio.
Torno a mangiare al Booktrader Cafè, con l'intenzione di prendere la Quinoa... che purtroppo oggi non hanno. Mi "accontento" del panino vegetariano della volta scorsa, felice di fare il pieno di proteine ecosostenibili, e stavolta mi pare anche più buono della volta scorsa. Ci aggiungo un banana-bread con noci. Niente male davvero. Esco con le idee relativamente poco chiare: penso che potrei approfittare per vedere anche la Sterling o la Bass Library. Le prime gocce di pioggia corroborano la mia decisione: in breve sta piovendo a dirotto, e anche se sono sicura che non durerà molto, mi infilo appena riesco al coperto. Passo circa un'ora dentro una biblioteca eccezionale, con aulette per lo studio di gruppo, i corsi, ma anche lo studio individuale. E con divani e poltrone dappertutto. Non sto scherzando. E' il posto che ho sempre sognato: si può andare a scaffale, prendere un libro, metterti in poltrona, leggere. Una favola. Durante l'anno accademico questa biblioteca è aperta fino a notte fonda.
Passo il resto del pomeriggio a girellare ulteriormente. Entro per la prima volta in un vero e proprio supermercato americano, anzi in due. Se avevo avuto delle difficoltà di approccio e orientamento nelle "groceries" dei giorni scorsi, qua è pazzesco. In realtà decido di fare abbastanza alla svelta. Compro un paio di cose per me ad un prezzo decisamente competitivo (un bagnoschiuma, degli accessori per capelli, dei sacchetti per il frigo), ma appena mi rendo conto che il cibo consiste di sole scatole o preparati per papponi o cose tipo wafer rosa shocking decido di risparmiarmi la sofferenza e passo oltre. In ogni caso, se volessi della pasta ad un prezzo meno vertiginoso, qua posso trovarla senza problemi. Mi infilo in un fornitissimo negozio di dischi, e nuovamente da Barnes and Nobles, decido che insieme al libro che ho ordinato, quando arriverà, mi prenderò anche la LOEB (è l'unico testo greco di Ippolito che hanno! non c'è nemmeno un'economica che lo riporti).
Torno a casa, e una doccia è proprio quello che ci vuole. Ora sono qui, il Dottor House di là che salva casi rari e di nuovo un po' di pioggia. Oggi sono serena.

7 commenti:

  1. Urca, tre giorni lontano dal blog e mi sono perso un sacco di cose: per fortuna non scrivi tutti i giorni!

    Malinconia da weekend? Ma se è la parte più bella! Parte della soluzione l'hai già trovata (shopping! shopping! shopping! - cit.) dato che i supermercati non chiudono mai, ma quello che ti consiglio è di frequentare qualche messa strana: magari ti scopri presbiteriana o pentecostale!

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  2. Questa Kate è davvero un tipo affascinante. Mi devo essere perso qualcosa, ma che lavoro fa o faceva?

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  3. Hai tralasciato una cosa FONDAMENTALE: di che confessione è la chiesa di cui parli? Indaga!

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  4. Per oggi smetto di spammare. Un abbraccio!

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  5. Ehilà! Vale anche per me: mi distraggo un attimo e trovo (finalmente!) tutti questi commenti!
    Con ordine: shopping (done), Mass (done), Museums (done). Non ho ben capito che razza di chiesa è quella, qua ce ne sono un sacco che si dichiarano "ecumeniche" o "unite". In ogni caso, questo è il loro sito: http://www.newhavencenterchurch.org/index.html
    Non so esattamente che lavoro fa Kate... a quanto ho capito lavora in una specie di organizzazione che si occupa di alimentazione infantile. E sì, è un tipo un po' strano... ma non molto più di tanti americani! ;)
    Abbracci!

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  6. Grazie per le risposte! Ma, mi raccomando, vai alle messe più strane!

    Come immaginavo, la chiesa fa parte della United Church of Christ (UCC). Si tratta di una denominazione nata nel 1957 dall'unione del grosso delle Congregationalist Churches (eredi del puritanesimo congregazionalista, la fede dei Padri Pellegrini) con la Evangelical and Reformed Church (chiesa di tradizione mista luterana e riformata tedesca). Sono tuttavia lontani i tempi nei quali i Congregazionalisti erano la confessione dominante delle colonie! La UCC conta oggi circa 1,2 milioni di aderenti ed è da molti considerata la chiesa più progressista del Paese e una delle poche a celebrare i matrimoni gay. Fino a due anni fa il Presidente Obama era membro di una congreazione aderente alla UCC.

    Scusa se mi sono dilungato e ti ho annoiato!

    Ma cosa succede al blog? Basta post?

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  7. ciao non volevo essere troppo invadente....comunque ho letto e visto le foto,effettivamente avevi bisogno di un paio di scarpe nuove....va be scherzi a parte è molto bello seguirti in questa avventura specie per chi non avrà mai l'opportunità di vivere un'esperienza come questa magari per motivi anagrafici....e non solo!le foto sono molto belle, ma la cronaca è ancora meglio, sembra di essere li, e poi le campane...il video del college, insomma hai capito mi piace tutto e quando manchi l'appuntamento... be mi manca! baci e buon proseguimento...anche per noi.ciao luciana

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